“Rapida (Beh tanto)” è il nuovo singolo di UBO
Dal 20 febbraio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Rapida (Beh tanto)”, il nuovo singolo di UBO estratto dall’album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme di streaming dal 6 febbraio.
“RAPIDA (Beh tanto)” è un brano costruito su una base di batteria elettronica africaneggiante e sincopata, con un cantato/parlato simil-rap. Un brano di natura funk-rock psichedelico virante al prog.
La struttura del pezzo è atipica, non segue alcuno schema armonico; la chitarra viaggia e raccoglie note e accordi tra memorie perdute e istinto. Un basso groove e melodico, una voce calda e fanciullesca, diabolica e disperata; tastiere che visualizzano e, a volte, placano le inquietudini del brano con suoni sinfonici e onirici. Il testo è sarcastico, realistico e onesto nell’ammissione di una paura e di un disagio decennale che rode l’anima dell’autore.
Spiega l’artista sul nuovo brano: “La rabbia contro me stesso, contro il politically correct che ha impedito ai giusti, alla mia amata sinistra di alzare la voce, di stare al passo coi tempi. Queste le prime pulsioni che mi hanno portato a scrivere. Ora sono pervaso da nichilismo e disagio, confusione e frustrazione. Non sento ottimismo in me, credo che tutto andrà in malora, i ricordi affiorano, il resoconto di una vita diventa depressione e autoannientamento. La paura della fine di tutto mi ha riversato addosso la mia vita, passata e presente, quella vissuta impropriamente e quella non vissuta. Dobbiamo imparare a morire, essere pronti, ad occhi aperti, ad accettare e affrontare la morte, senza rimpianti, per varcare la soglia tra la vita e quello che ci attenderà con la serenità di un fanciullo che se ne va a dormire.”
“WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” è un concept album; è la consapevolezza che una nuova era è cominciata, le guerre sono più vicine e la storia si è accorciata. Un senso di impotenza e nichilismo caratterizza tutta l’opera: i testi sono un grido sussurrato di colpa e rabbia verso il proprio disimpegno politico.
Non rimane che rifugiarsi nell’amore, al quale non si crede quasi più, o fuggire in qualche parte incontaminata del globo per cambiare vita, allontanandosi dall’abbondanza del consumismo, dalla velocità e dal cosiddetto progresso.
Questo album nasce dalle improvvisazioni chitarristiche di Corrado Terenziani, che le forgia in canzoni strutturate. Sandro Animini ed Elisa Minari sono i musicisti che contribuiscono all’arrangiamento e alla produzione di “What if?”, e insieme il trio prende il nome di UBO.
Le chitarre si muovono scattose e sornione, con suoni acidi e puliti, alternando parti melodiche ad accompagnamenti minimalisti, dissonanze e giri armonici improbabili ma efficaci. Il basso è un pulsare di armonizzazioni e melodie, suonato con gusto e sapienza. Le tastiere coprono una gamma di suoni infiniti a comporre una scenografia che rappresenta vividamente i testi, come in una colonna sonora paranoica e psichedelica.
“What if?” è suonato con classe e talento, sapienza e ambizione, scarsità di mezzi e abbondanza degli stessi. Un suono lo-fi, garage, tendente al naïf, che non impedisce a questo disco di essere un’assoluta novità e rarità nel panorama della musica italiana degli ultimi trent’anni.
Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/61cLBciBriG9ZVE7cDdegZ?si=3jnYoO7yQ4-Arsz1_ax2dg
Biografia
Corrado, in arte UBO, comincia a suonare la chitarra a 14 anni, forma il suo primo gruppo con brani suoi dai 14 ai 16 anni, partecipando con i Travel Boys a 3 concorsi per gruppi in erba, vincendone 1, a Traversetolo (PR), nel lontano 1983.
Lascia la musica per 3 anni, tornando a suonare con i Cea park dei f.lli Fontanili nel 1987, come chitarra solista, ma lascia il gruppo dopo il primo anno. È un nuovo allontanamento dalla musica, causa problemi dovuti al suo bipolarismo. Torna a formare un gruppo,” dr divago”, dal 1991 al 1993, con Stefano Lugli alla voce, Marco Pecchini al basso e Marco Salvemini alla batteria, elementi provenienti dal fervido e talentuoso ambiente musicale della bassa reggiana, Gualtieri nel caso dei sopracitati. Nonostante un materiale pronto per la registrazione di un album, e un concerto molto riuscito alla nota festa dell’unità Gorganza, non se ne fa nulla, divergenze sui testi annullano il progetto. Lascia il gruppo nel 1994 per raggiungere i Korova milk bar di Daniele Gallinari, batt. e Ezio Moscatelli, basso, con Giovanni Guerri alla voce, dando vita a una serie di concerti, ottimamente riusciti, a Reggio Emilia. Nuova interruzione dell’attività musicale, dal 1995 al 1998, quando registra un EP di 3 brani suoi, con l’amico e cantante Stefano Lugli ed altri amici, noti musicisti reggiani, quali Alessandro Lugli, Lucio Boiardi e la stessa Elisa Minari. Dal 1999 lascia la musica in toto, fino a quando durante il covid, 2020, riprende in mano la chitarra, si esercita principalmente a casaccio, ma riprende tra le mani un vecchio libro di chitarra jazz, e nascono le primissime idee per “WHAT IF?”… Ciò nonostante il progetto non si sviluppa, si interrompe tutto, smette ancora di suonare, fino all’aprile 2024, quando riprendendo in mano la chitarra e riascoltando 2 pezzi di 4 anni prima, sviluppa definitivamente il progetto UBO e la realizzazione di “WHAT IF?”, grazie al coinvolgimento della grandissima Elisa Minari e del geniale maestro Sandro Animini. Il titolo del suo unico disco è un chiaro riferimento alle frequenti interruzioni della sua attività musicale, all’incostanza del suo operato, alla totale mancanza di disciplina e al suo particolarissimo autodidattismo confuso e disturbato, malato e insicuro. Cosa sarebbe stata la sua vita se…come sarebbe stata la sua musica se…. Il raschio del fondo celeste sono i suoi ultimi afflati in musica
“Rapida (Beh tanto)” è il nuovo singolo di UBO in rotazione radiofonica dal 20 febbraio 2026 estratto dal nuovo album “WHAT IF? (il raschio del fondo celeste)” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 6 febbraio.
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