Written by AndreaInfusino05/29/2026
Edoardo Liberati Synthetics Trio – Fading Corners Da venerdì 29 maggio 2026, disponibile questo nuovo disco in formato fisico e in digitale
comunicati stampa Article
Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Wow Records, presente anche sulle piattaforme digitali da venerdì 29 maggio, Fading Corners è il nuovo disco firmato Edoardo Liberati Synthetics Trio, brillante formazione diretta dal talentuoso chitarrista jazz e compositore Edoardo Liberati e completata da una valente sezione ritmica costituita da Riccardo Gola al contrabbasso e Riccardo Marchese alla batteria.
Il CD consta di otto brani, sette sono composizioni originali frutto della creatività di Liberati (Future Memories, Fading Corners, Sombras Do Fago, Lost Baggage, Lonely Whale Song, Anywhere But Here e Uncertain), mentre Love Me Tender (Elvis Presley) completa la setlist, brano arrangiato dal chitarrista.
L’intenzione in “Fading Corners”, terzo disco da leader di Edoardo Liberati, è quella di proporre un repertorio interamente originale, assimilabile al jazz contemporaneo e ispirato all’estetica musicale di straordinari artisti come Gilad Hekselman, Lage Lund, Brad Mehldau e Kurt Rosenwinkel.
Liberati spiega così la sinossi del suo lavoro: «Rispetto al mio primo lavoro da leader, Everyday Life (GleAM Records, uscito nel 2022) ho voluto proseguire la direzione intrapresa con il disco Turning Point (WowRecords, pubblicato nel 2024), quindi ho fortemente voluto fare un nuovo disco in formazione trio. Ho voluto scrivere una serie di brani, tra il 2024 e la fine del 2025, che potessero continuare il filone intrapreso in precedenza, ovvero quello della ricerca melodica e della cantabilità (obiettivo primario della mia musica), della sperimentazione con nuove forme compositive e dell’evoluzione di materiale ritmico. L’altro motivo è dettato dal legame che ho con i musicisti che hanno partecipato, infatti ho condiviso tantissime esperienze con Riccardo Gola e Riccardo Marchese, per cui volevo fortemente che loro fossero gli unici musicisti del disco, senza l’aggiunta di nessun altro elemento. Ho conosciuto entrambi durante gli studi di biennio a Siena Jazz e abbiamo cominciato a collaborare con varie formazioni, su vari progetti. Il disco ricerca l’interplay e la relazione tra gli elementi, nella massima misura possibile, attraverso le forme e le caratteristiche di ciascun brano. Altro parametro e obiettivo centrale, per me, è che ogni brano abbia una sua forte identità. Ogni composizione deve sorprendere l’ascoltatore con delle novità. Sono infatti un grande fan di quei dischi che variano molto, da brano a brano, presentano novità, cambio di strumenti, nuovi colori, nuove forme, nuovi mood. Ovviamente, il tutto sempre all’interno di un’idea e una poetica coerente».
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